Riflessioni di tarda estate, che vanno bene per tutto l’anno

La vita va programmata minuto per minuto? Non parlo dell’ambito lavorativo dove precisione e ordine sono indispensabili per me. Parlo della vita privata, del tempo libero. 

Ogni mattina mi sveglio diversa, sia a livello di condizione fisica che mentale. Ci sono giorni particolari in cui necessito calma e poco movimento, e ce ne sono altri in cui andrei in capo al mondo. Questo non è normale? Dovrei “schedulare” anche il fluire del mio vivere? Insomma.. sono sbagliata? 

Questo è l’argomento di questi giorni. 

La risposta alla domanda retorica di cui sopra è ovviamente NO, in realtà neanche me la pongo una domanda del genere perché sarebbe irrispettoso verso me stessa. Credo davvero che ognuno di noi sia unico e irripetibile, e non ci sia un modo di essere giusto o sbagliato. (Ovviamente partendo dal presupposto che io sto parlando della gente per bene, i malvagi che fanno male in vari modi al prossimo sono esentati da questo discorso).

Ogni individuo, con il suo unico e particolare carattere, ha lati positivi e negativi. Il tutto si complica nelle relazioni private, che siano di amore o familiari o di amicizia, in cui c’è la necessità di incastrare – a volte con molti compromessi – i lati caratteriali di ciascuno in modo che si crei la giusta combinazione e il giusto incastro. Immagino tipo un Tetris in cui le varie forme rappresentano le sfumature caratteriali delle persone coinvolte nella relazione.. più si è bravi a “incastrare”, più la relazione dura ed è felice. A volte il gioco risulta alquanto faticoso, lo so! 

Nelle mie relazioni personali io sono sempre quella a cui piace improvvisare, non concepisco il dover prenotare con due settimane di anticipo una cena tra amici, o dover avere orari serrati in vacanza: alle 8 sveglia, dalle 9 alle 12 mare, dalle 12 alle 15 pranzo e pausa.. non continuo perché mi si attorciglia lo stomaco solo a scriverle ‘ste cose!! Qualche anno fa, avevo una cara amica che programmava il suo matrimonio che avrebbe avuto luogo 5 anni più tardi… eh?? Ma come si fa a programmare l’evento culmine dell’amore (per alcuni, tra cui me) a una distanza di 5 anni? Se ami qualcuno e te lo vuoi sposare sposatelo adesso!! (Infatti il matrimonio non s’ebbe da fare..).

Per tornare al concetto iniziale: qui non si tratta di giusto o sbagliato, di ragione o torto. Si tratta di modo di essere. 

Io sono fatta così, e non mi sento né giusta né sbagliata. Mi sento io. Ciò non vuol dire che non bisogna lavorare su di sé per correggere, se ci sono, comportamenti o modi di sentire palesemente disfunzionali. Ma qui stiamo parlando di sfumature caratteriali, dell’approccio alla vita unico e originale di quella persona.

Possiamo essere in armonia, in disarmonia o possiamo totalmente detestare o amare alla follia una di queste sfumature. Io ad esempio sono in totale disarmonia con le persone sempre con il “bastone nel c**o”, sempre serie, o quelli che non ridono mai o ancora con i racconta-balle. In questo esempio specifico (ogni riferimento a persone e fatti non è causuale) l’altro lato della medaglia dell’individuo tutto rigido è anche una grande profondità d’animo, quello sempre triste è oltremodo generoso, quello mitomane è tutto di cuore. E allora? Sono sbagliati? NO!

Nel lavoro e nello studio nessuno mi ha mai ripresa perché sono molto seria, organizzata, ordinata ecc. Ma nella mia vita io sono il contrario: non sono super organizzata in casa, non sono super ordinata, e non mi interessa nemmeno esserlo. Avere la casa perfetta non mi fa sentire una persona migliore. Essere la cuoca provetta nemmeno. Passare il mio prezioso tempo di vita a far splendere vetri e pavimenti o preparare manicaretti degni di 1 stella Michelin non mi arricchiscono, anzi l’idea di passare tutte quelle ore impegnata in tali attività mi fa sentire “sprecata”. Preferisco arricchire le mie conoscenze studiando, passare del tempo con le mie figlie o la persona che amo. 

Ovviamente la mia casa è dignitosamente pulita e ordinata e cucino anche bene. Ma mentre spendo le mie 2/3 ore al giorno a lavare e tagliare verdure e cucinare di sicuro non ho stampato il sorriso della soddisfazione personale. Lo faccio per amore verso la mia famiglia e me stessa. Ma capisco e approvo chi può permettersi di farlo fare a qualcun altro. 

Ho scoperto che fare questo tipo di rivelazione è un tabù. Probabilmente non rientra nell’immaginario di donna-moglie-madre che ci hanno regalato in questa società. 

Difficile non sentirsi sbagliata quando sei attorniata da gente perfettamente calata in questa cultura. Se poi aggiungiamo che io ho smesso di lavorare alla nascita delle mie figlie per prendermi cura di loro e far crescere la mia famiglia, permettendo anche a mio marito di poter dedicarsi al suo lavoro e alla sua formazione, allora il quadro si complica di più perché si aggiunge che sono anche una “mantenuta”. E, da mantenuta, con quale coraggio di grazia oso dire o anche solo pensare che pulire e cucinare e fare i lavori di casa per me non è la massima aspirazione???!! Super tabù! Lapidiamo questa folle!!

Per la mia famiglia ho scelto di non avere altri impegni lavorativi. Per crescere decentemente due creature, e non far loro fare la staffetta tra nonni e tate. Per esserci alle riunioni di scuola, per accompagnarle a fare sport, per non far loro mangiare surgelati ma cibo sano e cucinato da me. Ma soprattutto per essere lì pronta ad accompagnarle nella crescita, ad ascoltare quello che dicono, a dar loro delle risposte, a prepararle per la loro vita futura.

Il prezzo di questa scelta lo pago tutti i giorni, perché questo “lavoro”- anzi missione di vita- non è riconosciuto abbastanza da nessuno. Vali solo se produci reddito, altrimenti sei una che consuma più di quello che produce. Per me questa cosa è assurda.. in un mondo che gira per il verso giusto educare degli esseri umani a condurre una vita rispettosa per sé e per gli altri, educata, morale, con valori sani e solidi, coerenti e onorevoli sarebbe il più alto degli “impieghi”, talmente alto da non poter nemmeno essere quantificato in valuta corrente. 

Perché mai una bella ragazza, intelligente, laureata, che parla correttamente 2 lingue oltre alla sua lingua madre, con molte opportunità lavorative dovrebbe rinunciarvi e ritirarsi tra 4 mura se non per uno scopo più “alto”? Di certo non per fare la colf di se stessa!

Comunque, in questi anni ho scritto e discusso una tesi, editato un libro per mio marito, sono ritornata a lavorare ad alti livelli ma poi ho scelto nuovamente di lasciare il mio lavoro (anche sotto sollecitazioni familiari) e dedicarmi in toto alla famiglia e all’attività di famiglia che ho organizzato alla perfezione. Poi sicuramente ho fatto altre centomila cose, finché sono arrivata fino a soffocare letteralmente e allora ho iniziato di nuovo a studiare e ora, grazie a questi studi e alla mia crescita personale, sto per aprire la mia attività. La parola chiave anche qui sarà: priorità alla mia famiglia. Ma spazio anche alla mia continua crescita.

Che sono cresciuta lo capisco anche da alcune parole di merito nei miei confronti che mi sono permessa di scrivermi. Mai mi sarei fatta dei complimenti da sola, mi sembrava di vantarmi. Invece facciamoceli, i complimenti, quando ci stanno! Così come ci “cazziamo” sempre per tutto, ci diamo colpe, ci sentiamo non all’altezza, celebriamoci anche! Celebriamo i nostri traguardi, ciò che siamo state in grado di costruire, le nostre competenze, la nostra bellezza interiore e fisica. Altro tabù per noi donne “normali”.

In conclusione ci tengo a chiarire che queste appena descritte sono le mie scelte, e non sono né giuste né sbagliate: sono le mie e non vanno né prese ad esempio, né giudicate. La scelta di ognuno di noi è lecita, personale, è frutto di tutto il nostro bagaglio di vita perciò non passibile di giudizio. 

Altra cosa che tengo ad esprimere è la grande gratitudine che provo nei confronti della mia vita e delle persone e le cose che ne fanno parte. Non significa che non ci siano stati difficoltà o momenti bui, altrimenti saremmo davvero in una realtà virtuale.

Qualche giorno fa lessi questa citazione su un calendario: “Non restare mai dove ti fanno sentire sbagliato. Mai”. Io dico: non permettiamo a nessuno di farci sentire sbagliati. Facciamoci un’analisi di coscienza: se siamo in coerenza e in onore non siamo sbagliati, siamo noi stessi. E fanc**o al giudice di turno.

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