Qualche giorno fa passeggiavo su una spiaggia molto suggestiva, in silenzio, mano nella mano con la persona che amo. Abbiamo a lungo guardato il mare senza parlare, ascoltandone la voce, e mi sono posta una domanda. So che l’acqua di mare e il sangue hanno una composizione simile, perciò se il mare fosse il nostro sangue, le terre emerse che parti del corpo e organi sarebbero? E l’Italia in particolare?

Perché l’acqua di mare e il sangue si somigliano
Quando osserviamo il mare, raramente pensiamo al nostro corpo. Eppure, dentro di noi scorre una memoria antica, salata, profonda.
Il sangue che ci attraversa e l’acqua di mare condividono una storia comune: quella della vita.
Non si tratta di poesia new age, ma di una verità affascinante che unisce biologia, natura e consapevolezza. Una somiglianza che incuriosisce.
Non è un caso che la vita abbia avuto origine negli oceani e che il nostro corpo sia composto in gran parte di acqua. In un certo senso, portiamo ancora il mare dentro di noi.
Cosa dice la scienza: una composizione che parla di origine
Quando si dice che il mare e il sangue si somigliano, non ci si riferisce solo a un’immagine suggestiva.
C’è una base concreta, osservabile, che riguarda la composizione minerale del plasma sanguigno.
Il plasma, la parte liquida del sangue, è una soluzione acquosa che contiene gli stessi principali elettroliti presenti nell’acqua di mare: sodio, cloro, magnesio, potassio e calcio.
Insieme a questi, troviamo anche oligoelementi come zinco, rame, ferro, manganese e iodio.
Non sono dettagli secondari.
Sono elementi essenziali per la vita. Gli stessi elementi, funzioni diverse.
Sodio e cloro sono i minerali più abbondanti sia nel plasma sanguigno che nell’oceano.
Regolano l’equilibrio dei liquidi, permettono alle cellule di comunicare, mantengono la stabilità interna.
Il magnesio sostiene il sistema nervoso, cardiovascolare e muscolare.
Il potassio regola la pressione e l’equilibrio dei fluidi.
Il calcio non riguarda solo ossa e denti, ma anche la trasmissione cellulare.
Gli oligoelementi – come zinco, rame e ferro – sono coinvolti in processi vitali delicatissimi: attività enzimatica, trasporto dell’ossigeno, regolazione ormonale.
Nel mare sostengono gli ecosistemi.
Nel sangue, sostengono la vita.
Stessi elementi.
Contesti diversi.
Funzioni adattate.
È importante essere chiare:
il sangue non è acqua di mare, e l’acqua di mare non può sostituirlo.
Il sangue è un tessuto vivo, complesso, intelligente. Contiene cellule, proteine, enzimi, ormoni e sistemi di difesa.
L’acqua di mare, invece, è una soluzione minerale.
Inoltre, la concentrazione di sale dell’acqua marina è molto più elevata rispetto a quella del plasma sanguigno.
La somiglianza, quindi, non è identità, ma analogia: una base comune che racconta le nostre origini biologiche.
Un “acquario marino vivente”
Esiste un’immagine molto efficace per descrivere tutto questo: il corpo umano come un acquario marino vivente.
Il nostro ambiente interno, in particolare il plasma sanguigno, mantiene una composizione ionica che riflette quella dell’oceano primordiale da cui la vita è emersa.
Non perché il corpo “copi” il mare, ma perché ne conserva la memoria evolutiva.
Il sangue, in questo senso, non è solo un mezzo di trasporto.
È un ambiente.
Questa analogia ha ispirato, nel tempo, pratiche come la talassoterapia e l’utilizzo del plasma di Quinton, una soluzione di acqua di mare microfiltrata e resa isotonica, cioè con una concentrazione minerale simile a quella del plasma umano.
È importante ricordarlo:
l’acqua di mare naturale è ipertonica, molto più concentrata.
Il sangue, invece, mantiene un equilibrio preciso, proporzionato alla fisiologia umana.
Per questo non si parla di sostituzione, ma di risonanza.
Somiglianza non significa identità
Il sangue resta un tessuto vivente, complesso, intelligente. L’acqua di mare resta una soluzione minerale. La loro somiglianza non autorizza semplificazioni, ma invita a una riflessione più profonda: il corpo non è separato dalla natura, ne è una continuità raffinata.
Il mare come archetipo di equilibrio
In naturopatia la natura non si osserva solo per ciò che è, ma per ciò che insegna.
Il mare regola, distribuisce, accoglie. È in movimento continuo, ma non perde il suo centro. Mantiene un equilibrio che non è statico, ma vivo.
Il sangue fa lo stesso nel nostro corpo.
Nutre.
Depura.
Comunica.
Mantiene l’omeostasi.
Possiamo dire che il mare fa alla Terra ciò che il sangue fa a noi.
Il contatto con il mare: un dialogo profondo
Stare in mare non è solo un’esperienza fisica. È sensoriale.
Nervosa.
Profondamente corporea.
Il contatto con l’acqua salata stimola la pelle, il nostro organo più esteso.
Invita il sistema nervoso a rallentare. Riattiva una memoria antica, che non ha bisogno di parole.
Non è una cura.
Non è una promessa.
È un ritorno all’ascolto.
E a volte, è già abbastanza.
🌿 Diventare la naturopata di te stessa significa riconoscere questa intelligenza e fidarti del tuo corpo, con rispetto, discernimento e presenza.
Il mare non è fuori da noi. Scorre nel nostro sangue, nella nostra storia, nella nostra capacità di autoregolarci. Non è un caso che la vita abbia avuto origine negli oceani, né che il nostro corpo sia composto in gran parte di acqua. In un certo senso, il mare non ci ha mai davvero lasciate.
Lo portiamo ancora dentro. Ascoltarlo, anche simbolicamente, significa tornare a casa.
Se il mare è il sangue, le terre emerse sono il corpo. La Terra come corpo vivente
Immaginare la Terra come un corpo non è fantasia ingenua. È un modo antico e profondamente umano di comprendere la vita.In questa visione il mare è il sangue che circola, le terre emerse sono il corpo che prende forma.
Le montagne diventano ossa.
Le catene montuose, colonne vertebrali.
Le pianure, tessuti morbidi che accolgono e nutrono.
Le foreste, polmoni che respirano.
I fiumi, vie di comunicazione, come nervi e linfa.
Il sangue scorre ovunque, ma sono gli organi a decidere cosa farne.
Così anche sulla Terra: il mare porta, la terra trasforma.
La salute nasce dall’equilibrio tra flusso e forma
Nel corpo umano la salute non è immobilità. È dialogo continuo tra ciò che scorre e ciò che contiene.
Troppo flusso senza struttura disperde. Troppa struttura senza flusso irrigidisce.
La Terra funziona allo stesso modo. E anche noi.
Essere “naturopata di se stessa” significa riconoscere quando abbiamo bisogno di più mare e quando, invece, di più terra.
L’Italia: un corpo sensibile immerso nel sangue
L’Italia, in questa mappa simbolica, è una terra particolare. Circondata dal mare, attraversata da una spina dorsale, protesa nello spazio. La sua forma a stivale richiama un piede, una gamba che avanza, una parte del corpo deputata al contatto con la terra
Il piede, nel corpo, non comanda. Sente. È la parte che tocca la terra per prima; registra il caldo e il freddo; mantiene l’equilibrio; manda segnali continui al resto del corpo.
Il piede è: radicamento, equilibrio, percezione, adattamento.
L’Italia è la zona riflessa del pianeta. Sensibile, esposta, ricettiva.
Gli Appennini come colonna vertebrale
Gli Appennini attraversano l’Italia come una colonna vetrebrale interna. Non si vedono sempre, ma tengono insieme tutto.
Danno identità, continuità, direzione. Come nel corpo: senza colonna non c’è postura, non c’è centratura.
Nord e Sud come funzioni, non come opposizioni
Il Nord può essere letto come una zona più mentale, organizzativa, operativa.
Il Sud come ventre, memoria, istinto, origine.
Non è una divisione di valore. È una distribuzione di funzioni.
Come nel corpo: la testa non è superiore al ventre, e il ventre non è meno intelligente della testa.
Vivere in una terra-piede
Forse, vivere in Italia significa vivere in un corpo che sente molto. Che reagisce subito.
Che ha bisogno di radicamento, ma anche di movimento.
Forse per questo siamo spesso stanchi, emotivi, creativi, irrequieti. Come i piedi: lavorano sempre, ma nessuno li ringrazia abbastanza.
Diventa la naturopata di te stessa
Guardare la Terra come un corpo aiuta a guardare anche noi con più rispetto.
Chiediti: dove scorro troppo e dove mi trattengo? Sono più mare o più terra? Quale parte del mio corpo ha bisogno di essere ascoltata?
Dentro il tuo sangue scorre ancora il mare. E nella tua forma c’è la memoria della Terra.
Ascoltarla è già cura.
🌿 La salute nasce dal dialogo tra flusso e forma.
