Naturopata di Te stessa

Non chiamatemi naturopata ma traduttrice

Una che studia, sperimenta e traduce la naturopatia in qualcosa di comprensibile e applicabile nella vita reale


Ho studiato Naturopatia. La studio ancora, fa parte di quello che sono, di quello che faccio, di quello che condivido. Ma non mi definisco “naturopata”. Non perché non lo sia, ma perché non è quello il punto. Io non sono un’etichetta. Io sono Greta. E tutto quello che condivido passa da lì: dalla mia esperienza, dai miei errori, da quello che ho capito vivendo e non solo studiando. Non posso separare quello che so da chi sono, e sinceramente nemmeno voglio farlo.


C’è una cosa che non ho mai sopportato, che mi urta proprio i nervi. L’immagine collettiva della persona “spirituale”, sempre calma, centrata, “in pace”. Sempre sopra tutto. Come se essere “evoluti” significasse non arrabbiarsi, non reagire, non sentire troppo. Come se il corpo, le emozioni e i desideri fossero qualcosa da superare. Io non sono così, nemmeno se studio Naturopatia, l’energia, le vibrazioni ecc.


Mi arrabbio lo stesso. A volte tanto, tantissimo. 


Amo le cose belle, e non solo le meraviglie della natura, i paesaggi, i tramonti, il mare… ma anche le cose materiali! Sì! Una bella borsa, una bella casa, un meraviglioso albergo 5 stelle con centro benessere e ristorante stellato dove non devi alzare un dito, solo pensare a te e farti coccolare perché sei servita e riverita (ammetto che questo mi piacerebbe più di borse e vestiti!)


Ascolto rock, pop, rap… non solo musica rilassante e campane tibetane.


Mangio zuccheri, anche se so che sono tra le cose che fanno più male. Cerco di limitarli, ma alla crêpe con la cioccolata per merenda difficilmente  resisto.


A volte mangio carne, e in realtà questo dovrei farlo più spesso, perché se hai molta carenza di ferro non basta integrarlo, devi intervenire anche con l’alimentazione! Parlo ovviamente per la mia  personale esperienza di vita. Poi, ovvio, anche io in teoria non vorrei mai mangiare animali, perché li amo moltissimo e la sofferenza che si infligge loro è indegna. Soprattutto negli allevamenti intensivi.. ma questo è un discorso enorme.


Altra “chicca”, leggi qui: quando e se serve, prendo medicinali. Anche se conosco la Naturopatia. Ma, a volte, in alcune situazioni (che mi sono capitate) purtroppo non basta. E allora si deve intervenire in altra maniera. Siamo nel 2026 e abbiamo la fortuna di avere anche la chimica sintetica in caso sia necessaria. E no, non mi sento in colpa per questo. Anzi, questo è il vero olismo!


Ogni tanto mi è capitato di pensare che per essere coerente con quello che studiavo, avrei dovuto essere diversa: più calma, equilibrata. Più perfetta. Ma spesso ho potuto notare che molte delle persone più “spirituali” che ho conosciuto, erano le meno umane. Nelle relazioni, in famiglia, nel modo di stare con gli altri. Parole bellissime… ma comportamenti che raccontavano altro. Una bella recita in pubblico, ma in privato un disastro. 


Io non riesco a recitare quella che non sono.

Sono migliorata in questi anni in cui ho accresciuto la mia consapevolezza in molti fronti? Si, certo.

Ho capito l’origine e il motivo di alcuni miei comportamenti e di alcuni miei “sentiti”? Si, certo.

So usare tecniche e prodotti naturali? Eccome!

Ho risolto tutti i miei problemi? No!

Sono sempre centrata e in equilibrio? No! Continuo a lavorare su di me e a voler imparare per essere sempre più consapevole e libera di scegliere. Ho fatto alcuni km di strada, ma davanti c’è un viaggio infinito. Posso però affermare di essere andata più avanti di prima. 


Quello che condivido non nasce solo dallo studio: nasce da un processo. Io studio. Mi formo. Imparo. Poi provo sperimentando su di me. Osservando cosa succede davvero, nella vita reale. Non in teoria. E solo dopo condivido.


Perché non mi interessa trasmettere nozioni. Mi interessa trasmettere qualcosa che abbia senso nella quotidianità. Per questo semplifico: traduco, tolgo il linguaggio tecnico. Tolgo la distanza. Non parlo a chi vuole fare della Naturopatia una professione. Parlo a chi vuole usarla davvero, nella propria vita. Per capirsi; per prendersi cura di sé; per essere più libera. Perché sì, più impari a capirti… più diventi libera. Questo non significa fare tutto da sola e non chiedere aiuto. Ci sono momenti in cui serve un professionista: quando la situazione è complessa, quando non riesci a vedere con chiarezza. Quando sei troppo coinvolta per essere neutra. Ma è diverso, perché non sei più passiva. Sei presente, consapevole.


La Naturopatia, per me, non è un insieme di regole. È uno strumento, uno dei tanti, che mi aiuta a capirmi.

Io non ti parlo di essere perfetta. Non insegno a eliminare le emozioni “negative” o a vivere in una bolla. Io ti vorrei spronare ad ascoltarti. Per essere consapevole, non perfetta.

Un po’ rossa.
Un po’ blu.

Profondamente Viola. Ma Viola Vera!

gregrestateofmind

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