Naturopata di Te stessa

Ciò che un fiore può raccontarti di te

L’effetto Madeleine, il gelsomino e la memoria del corpo: perché certi profumi ci cambiano dentro


È un po’ che voglio scrivere di questo, ma mi trovo in un periodo particolare in cui ho molte cose da fare e a cui pensare.


Come ormai è noto, ho studiato, tra le atre cose, naturopatia in una delle scuole più serie e autorevoli che abbiamo in Italia. Un percorso iniziato per una forte esigenza che è nata da dentro. L’ho fatto per me, non perché pensavo di fare la naturopata, non perché volevo farne un lavoro. 


Andando avanti nel percorso ho capito che potevo aiutare gli altri e allora ho anche avuto per un breve periodo uno studio, ma prestissimo ho capito che quella non era la mia strada. È come se avessi fatto un viaggio, ma poi sono tornata “a casa”, nel mio centro, alle origini: questo percorso, questo sentiero (“nature’s path”, letteralmente il sentiero della natura) è un cammino che ho fatto dentro me stessa e nel mondo che mi circonda. Mi ha portato a un livello di lettura molto più profondo di me, della vita e di ciò che ho intorno.

Ed è questo messaggio che voglio portare anche alle altre persone. Rinnovare lo sguardo con cui osservare tutto, in primis se stessi. Una nuova mappa per scoprire nuovi luoghi in noi e fuori da noi, luoghi che prima non avevamo visto e di cui non sapevamo nemmeno l’esistenza. E così quel “sentiero della natura” diventa IL SENTIERO DELLA TUA NATURA, un cammino dentro te. Ecco perché ho inventato il termine Naturopata di Te Stessa.


Per dimostrare come la naturopatia è utile per interpretare la vita di tutti i giorni, e davvero non c’è giorno in cui quelle conoscenze non siano utili, racconto questa cosa che mi capita ogni giorno di primavera.


Sono fioriti i Gelsomini. E io impazzisco per il loro profumo. Mi arriva dritto in testa e da lì si propaga nel mio corpo, e mi inebria di colpo… sento un relax istantaneo e un’apertura incredibile. Un mix di erotismo e tranquillità. Per me è il profumo più delizioso che esista.


Poiché una delle discipline della naturopatia è l’aromaterapia, ovvero lo studio delle essenze,  grazie a queste conoscenze, ogni volta che un odore scatena in me forti sensazioni, ne capisco il motivo.

Il senso dell’olfatto è direttamente collegato alla parte del cervello deputata al controllo delle emozioni e della memoria a lungo termine, senza mediazioni. È l’organo di senso più primitivo, e appartiene alla parte istintuale ed emozionale del nostro essere: l’uomo preistorico, come gli animali, faceva esperienza del mondo attraverso le narici. Inoltre, la vista o l’udito si possono escludere, ma l’olfatto non può mai essere spento. 

L’olfatto guida le nostre scelte e il nostro umore, a livello istintivo e subconscio; è il senso delle memorie: sentendo un odore si possono scatenare emozioni ed emergere ricordi. Ed è proprio qui che nasce quello che viene chiamato “l’effetto Madeleine di Proust”. Guarda caso, ma poche volte si tratta di “caso”, scrissi proprio di questo nella tesina che portai alla maturità.

Nel suo romanzo À la recherche du temps perdu, lo scrittore Marcel Proust racconta di come il profumo di una Madeleine  (dolce francese soffice e profumato, dalla tipica forma a conchiglia) immersa nel the riesca a riportargli addosso, all’improvviso, un intero mondo di ricordi dimenticati: la casa dell’infanzia, le emozioni, le sensazioni, i frammenti di vita custoditi nel subconscio. Non è nostalgia costruita dalla mente. È il corpo che ricorda. 

L’olfatto, più di ogni altro senso, è capace di riportarci a noi stessi. Il nostro subconscio riceve e risponde a un odore prima ancora che noi lo percepiamo a livello cosciente. Un odore attraversa il tempo senza chiedere permesso. Bypassa la razionalità, entra direttamente nelle zone più profonde del cervello e riapre stanze interiori che credevamo chiuse. Non stiamo semplicemente “annusando”: stiamo rivivendo.

Tornando al mio amato Gelsomino, il suo significato “sottile” è “piacere”, ma anche “ombra”, intesa come capacità di guardare la propria zona d’ombra per scoprire ciò che è nascosto nell’inconscio, perché è un fiore notturno che raggiunge il massimo della fragranza di notte. Forse proprio per questo suo legame con la notte è associato all’energia lunare, e quindi dialoga molto soprattutto con la sfera del femminile.

Il suo profumo stimola l’ipotalamo a produrre encefalina, una sostanza neurochimica che rende insensibile al dolore e provoca un immediato senso di benessere. 

Ha effetti nella sfera sessuale, poiché lascia andare ansie e preoccupazioni aprendo al piacere anche fisico: è l’emblema dell’eros, è il risveglio della passionalità e della carnalità. Stimola la scoperta del tocco e del tatto, combatte ogni forma di tabù legata al piacere, acuisce i sensi, anche quelli sottili e dà anche il piacere spirituale.

Agisce sulle emozioni, penetra negli strati più profondi dell’anima, Produce un senso di fiducia, energia, euforia e ottimismo.

Adesso, alla luce di tutto ciò, mi chiedo: se questo profumo mi piace così tanto e se questi sono i messaggi che veicola… cosa so in più su di me, su ciò di cui ho bisogno, su come “funziono”? 

So anche che se il profumo piace, significa che il messaggio che porta è ciò di cui abbiamo bisogno e che siamo pronti ad accogliere e su cui siamo pronti a lavorare. Al contrario, se non piace, significa che si avrebbe bisogno di accogliere e lavorare sul  messaggio, ma in questo momento non si è pronti a farlo o, addirittura, si vi è un rifiuto di quella tematica. Se l’odore ci è indifferente, probabilmente non si ha bisogno del messaggio che il profumo porta con sé.


Le risposte che mi sono data sono mie private, ma certamente grazie al profumo di un fiore e alle mie conoscenze posso comprendere qualcosa di me e andare ancor più nel profondo.

Scrivo a chi ha voglia di vivere, sentire e leggere il mondo con la mia stessa profondità e lo stesso bisogno di capire il senso profondo di tutto.

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